Scientific Event

Sessione Tematica 5


I doppi standard morali ed emotivi ostacolano la cooperazione e causano crisi umanitarie. Basata sul libro “Empatia selettiva”, questa presentazione spiega come la manifestazione diseguale della solidarietà verso alcune vittime di guerra metta in discussione l’universalità dei valori che la comunità internazionale afferma di sostenere. Il genocidio a Gaza, in particolare, è diventato una cartina tornasole e un punto cieco morale per l’Occidente. Ha rivelato una comunità internazionale che fornisce supporto e impone sanzioni in base a interessi geopolitici e pregiudizi culturali, creando una gerarchia della sofferenza in cui alcune vittime sono considerate più meritevoli di compassione rispetto ad altre. Questa crisi di empatia selettiva, per cui la compassione viene estesa ad alcune vite mentre negata ad altre, mina la credibilità della comunità internazionale come custode di valori universali. In un momento in cui la cooperazione internazionale, l’uguaglianza e la solidarietà non sono semplicemente valori essenziali, ma esistenziali, il divario morale ed emotivo tra l’Occidente e il resto del mondo è particolarmente preoccupante. L’umanità non è mai stata così vicina alla catastrofe. Il “Doomsday Clock” del Bulletin of Atomic Scientists segna ora solo 85 secondi alla mezzanotte. Inizialmente impostato a sette minuti alla mezzanotte nel 1947, riflette oggi un mondo in bilico sull’orlo dell’abisso, principalmente a causa del rischio di guerra nucleare. Attingendo a contributi della psicologia, della biologia evoluzionistica e della filosofia morale, questa presentazione esplora la natura umana. Siamo irrimediabilmente vincolati da istinti tribali, oppure possiamo sviluppare un’empatia che trascenda i confini? È possibile una trasformazione della coscienza e dell’identità basata su compassione e solidarietà universali? È realistico immaginare un mondo senza stranieri e nemici, in cui tutti possano identificarsi con l’intera umanità? “Empatia selettiva” mette in discussione le narrazioni dominanti e invita a una nuova solidarietà fondata sull’empatia universale, sulla giustizia sociale e sulla decolonizzazione emotiva. Evidenziando atti di solidarietà, resistenza e compassione globale, il libro ci invita a riconsiderare le relazioni tra nazioni e individui, favorendo un’etica cosmopolita che afferma il valore uguale di ogni vita umana. In un’epoca in cui i “venti di guerra” influenzano le politiche nazionali e internazionali, un’identità che trascende bandiere e appartenenze tribali può offrire ispirazione morale, un barlume di immaginazione “oltre i confini” e la possibilità di un cambiamento psico-politico collettivo verso un umanitarismo più profondo e diffuso.

Questa presentazione esplora l'aggressività umana, il nostro "lupo interiore", e offre agli operatori delle helpline strumenti pratici per comprenderla e gestirla. Inizialmente verranno illustrate le basi biologiche della rabbia, spiegando come gli istinti primordiali di sopravvivenza influenzino i comportamenti aggressivi. Successivamente saranno analizzati i meccanismi di controllo che normalmente regolano la rabbia e le ragioni per cui questi possono venire meno durante una crisi. La sessione presenterà le diverse manifestazioni dell'aggressività, approfondendo le cause dei comportamenti abusanti e il ruolo delle difficoltà di salute mentale nel favorirli. Infine, saranno proposte tecniche di de-escalation e strategie comunicative, basate su evidenze scientifiche, per ridurre la tensione e tutelare il benessere degli operatori.

Luglio 2026

Venerdì

11:00 - 12:30 Sessioni tematiche

Relazioni - TS5

Roberto De Vogli
Melinda Medgyaszai

Generare una Comprensione Collettiva Umana
TS5
Gömb aula (edificio nord)
11:00 - 12:30
Inglese
Traduzione: Tedesco, Francese, Italiano